Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

15/03/17 Intervento Liceo Classico e Liceo delle Scienze Umane F. A. Gualtiero di Orvieto

Buongiorno ragazze e ragazzi,

rende particolarmente piacere essere ospite di un’assemblea studentesca, d’altronde non è poi passato molto tempo da quando ho concluso il ciclo dei miei studi superiori, però ricordo che alle assemblee del mio istituto era raro dibattere temi di un certo spessore sociale e civile che riguardassero il genere umano. Ringrazio, per questo motivo, in particolar modo gli insegnanti di aver portato il progetto Scolar-Mente della nostra Associazione all’interno del vostro Istituto. Per cui sono onorato di essere qui oggi e di rivolgermi a voi per discutere un tema di così significativa importanza.

Oggi siamo chiamati qui, per parlare del Testamento Biologico, che cosa è e quale scopo persegue? Questo si sostanzia in una dichiarazione di volontà (detta anche dichiarazione anticipata di trattamento) attraverso la quale decidere, in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e volere, quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel momento in cui subentrerà, per qualsiasi motivo, un’incapacità mentale.

In altre parole è lo strumento attraverso cui il testatore (ovvero la persona che vuole esprimere e testimoniare una propria volontà) fornisce in condizioni di lucidità mentale le proprie decisioni in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere appunto la propria volontà, perché sottomesso da malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione.

Ecco, non so quanti di voi conoscano già questo strumento, è certo però che il livello culturale in Italia su questa tematica come su molte altre, tra cui la tanto discussa eutanasia, è, purtroppo, molto basso. È per questo motivo che, come membri dell’Associazione Luca Coscioni e come prosecutori dell’iniziativa politica del vostro compianto concittadino Luca Coscioni, deceduto nel febbraio del 2006, cerchiamo attraverso questi nostri interventi di sensibilizzare e informare le giovani generazioni su quelle che devono essere considerate “vere e proprie battaglie di civiltà”.

Il Testamento Biologico fa parte di queste e non è un obbligo per nessuno perché ciascuno di noi, ed è questo il principio che anima tutte le nostre battaglie di vera democrazia liberale, è libero di usare questo strumento oppure di non usarlo. Se una persona decide di utilizzarlo, non è detto che debba farlo per dichiarare il suo consenso ad una forma di dipartita; può anche utilizzarlo per dichiarare di voler vivere fino all’ultimo secondo, favorito da tutti i possibili trattamenti terapeutici.

Lo ribadisco, ciascun cittadino, secondo il nostro modo di vivere il liberalismo più puro, dovrebbe poter disporre della propria volontà e dunque della libertà di decidere in autonomia, senza che sia un famigliare o lo Stato, nelle sue varie articolazioni, o qualsiasi altra persona a prendersi la responsabilità di farlo. In sostanza, crediamo fortemente che in una società civile una persona che soffre di una sofferenza fisica inaudita e non vive più una vita degna di essere chiamata tale, debba poter esercitare il libero arbitrio anche su come terminarla, in primis grazie e per mezzo del biotestamento.

Purtroppo ad oggi non è in vigore in Italia una legge sul “fine vita” che dunque contempli lo strumento del testamento biologico come, al tempo stesso, l’eutanasia. Solo la morte di Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo e sempre e solo i riflettori guidati dai media e dalle testate giornalistiche hanno rilanciato il dibattito sul “fine vita” e ora gli occhi sono puntati sul Parlamento che dovrà occuparsi di sbloccare leggi ferme da anni a causa di veti incrociati e divergenze tra le forze politiche. Il primo testo ad approdare dopo ben  quattro rinvii in Aula, proprio lo scorso lunedì 13 marzo, è stato finalmente quello sul testamento biologico che ha iniziato l’esame a Montecitorio. Non si parla di eutanasia (che in Parlamento è confinata in altre 5 proposte di legge. A queste si aggiunge la nostra proposta di legge di iniziativa popolare depositata da oltre 67mila cittadini il 13 settembre 2013) ma, per ora, solo di “disposizioni anticipate di trattamento”. Nonostante il numero sparuto di deputati che ha partecipato alla discussione generale sul testo, a dimostrazione di quanto sia poco preso in considerazione questo tema, invito tutti voi a seguire con interesse il dibattito parlamentare.

Come Consigliere comunale della mia cittadina, Tarquinia, che rappresento dal 2012, mi sono impegnato con determinazione affinchè venisse in essa applicato il Testamento Biologico che ho scritto e proposto nel 2015. Nonostante non sia stato per nulla semplice convincere l’amministrazione comunale dell’importanza e del valore di questo strumento, oggi a Tarquinia è in vigore e ciò non ha intaccato e non sta intaccando la libertà di nessuno.

Anche il grande luminare, Professor Umberto Veronesi, scomparso l’anno scorso, dichiarò esplicitamente e pubblicamente il suo favore verso una legge a tutela della libertà di scegliere il proprio fine vita. Disse che a muoverlo senza ombra di dubbio in questa direzione erano state le convinzioni maturate sulla libertà di disporre della propria vita, l’amore profondo per i suoi familiari, che non avrebbe mai voluto vedere straziati dal dubbio sul che fare della sua esistenza, in caso di atroce e disumana malattia, e la fiducia e il rispetto per i medici che si sarebbero comunque presi cura di lui e al tempo stesso avrebbero rispettato le sue volontà. Perché il Professor Veronesi, come chiunque altro sia oggi sulla sua e nostra linea di pensiero, ha aperto la luce su una visione non più paternalistica della medicina bensì una visione condivisa, rispettosa dell’applicazione del codice deontologico, che indica molto chiaramente come la volontà del malato vada sempre rispettata. Il medico oggi dovrebbe essere un custode non solo della salute, ma anche dei diritti del malato con cui un’alleanza terapeutica non va assolutamente fraintesa dal medico stesso.

Mi auguro che questa visione possa pian piano trovare un più ampio respiro presso le stanze dei bottoni dove è necessario che venga seriamente dibattuto un tema che, dopo quattro rinvii, non può più essere accantonato. Urge una legislazione di risposta ad un fenomeno che è da fin troppo tempo rimasto sottaciuto.

L’Associazione Luca Coscioni starà sempre ed anche dalla parte di chi si batterà per un pieno riconoscimento legale delle disposizioni anticipate di trattamento e dalla parte di chi, come coloro che vogliono vivere fino alla fine, scelgono invece di morire prima della fine. Vorremmo insomma che fosse rispettata la volontà di un soggetto in ambito di attuare scelte sulla fine della propria vita. In un momento storico in cui interventi legislativi a raffica, scoordinati, spesso contraddittori e senza alcun confronto con le parti interessate, stanno incidendo direttamente sulla vita e sul futuro dei cittadini e dei malati italiani, è importante, sostenere l’Associazione Luca Coscioni e i Radicali, consapevoli che attraverso le nostre vite si gioca la possibilità per i cittadini di conoscere le nostre idee, proposte e storie.

Anzi, approfitto volentieri di questo incontro per invitarvi a partecipare tutti al prossimo Memorial Luca Coscioni che si terrà il 28 maggio qui ad Orvieto e che, come immagino molti di voi già sappiano, si sostanzia in un meeting nazionale di atletica leggera in ricordo di Luca Coscioni le cui parole di battaglia per la libertà di ricerca scientifica continuano a coinvolgerci tutti.

Vi invito inoltre a visitare il nostro sito web www.associazionelucacoscioni.it che, oltre a presentare a 360 gradi il nostro operato, fornisce tutte le indicazioni su come contribuire alle nostre molteplici battaglie di civiltà. Sullo stesso, rimanendo sul tema di oggi, potrete perfino predisporre il vostro biotestamento. Soprattutto, se avete delle curiosità e delle domande ulteriori, a fine meeting sono e siamo a vostra completa disposizione!

Concludendo, vi estendo ancora il mio beneplacito incoraggiamento a desiderare sempre il meglio per la vostra vita. Vi auguro ovviamente tanta buona salute e tanta buona fortuna! Sfruttate al massimo la cultura di base che già avete e impegnatevi per ottenere ciò che volete dal punto di vista professionale. Ricordate che lo studio continuativo e la mente aperta sono due aspetti imprescindibili per stare al passo con i tempi, al passo con l’evoluzione delle tecnologie ed i mutamenti in atto nella società. Buona vita a ciascuno di voi ragazzi!

15
mar 2017
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09/03/17 Ritiro donazione “Salotto delle Idee” di Civitavecchia

 

Evento Salotto delle Idee di Civitavecchia

Buonasera,

è un onore presenziare questo evento organizzato dalla Fondazione Bancale ed è allo stesso tempo un onore rappresentare l’Associazione Luca Coscioni di cui, al pari della qui presente Mina Welby, sono co-Presidente. Per chi ancora non la conoscesse, la nostra è un’associazione no-profit di promozione sociale, soggetto costituente del Partito Radicale, creata nel 2002 da Luca Coscioni con lo scopo di promuovere e concretizzare la libertà di cura e di ricerca scientifica, l’assistenza personale autogestita e l’affermazione dei diritti umani, civili e politici delle persone malate e disabili, anche nelle scelte di fine vita.

Ed è proprio sul tema caldo del “fine vita” che oggi interveniamo, io e Mina, per ringraziare innanzitutto la vostra Fondazione Bancale e il suo Presidente per la donazione che ci avete destinato per il sostegno della battaglia a favore dell’eutanasia legale, iniziata dalla qui presente Mina Welby, dall’attuale tesoriere Marco Cappato e dal vice-Segretario Gustavo Fraticelli. Al Presidente Bancale e a tutto il suo entourage portiamo la gratitudine e la riconoscenza di tutti gli altri componenti della nostra Associazione e del nostro Segretario Filomena Gallo.

In secondo luogo, siamo qui per trasferire con determinazione il senso e il valore dell’eutanasia legale. Si tratta semplicemente di ribadire a gran voce che le decisioni di fine vita sono decisioni personalissime e, in quanto tali, devono essere prese con la massima libertà dalla persona per se stessa. In Italia, benché la Costituzione riconosca che nessuno può essere obbligato ad alcun trattamento sanitario contro la propria volontà, non vi sono leggi che regolano l’affermazione delle volontà della persona: né una legge sul testamento biologico, né tantomeno sull’eutanasia. Se sei fortunato, queste pratiche le fanno in silenzio e di nascosto.

I dati del nuovo studio Istat sul rapporto tra malattia e suicidio sono molto rilevanti e parlano di 12.877 suicidi in negli ultimi tre anni – 2.812 donne e 10.065 uomini – dove in 737 casi è certificata la presenza di malattie fisiche rilevanti.

Lunedì 13 marzo, salvo ulteriori rinvii, la discussione che riguarderà solo e, dico solo, il testamento biologico approderà in aula della Camera, dopo 400 giorni dall’avvio dell’iter parlamentare e quindi dopo una stasi ignobile che ha attribuito all’Italia, ancora una volta, l’immagine del Paese «che non decide».

Seguiremo sempre con grande e meticolosa gli sviluppi di questo dibattito e contribuiremo con forza al’evoluzione del processo legislativo perché, oggi, l’Italia è tutta dalla parte di Fabo e di chi come lui è stato costretto a trovare una soluzione che potesse mettere fine ad una sofferenza inaudita. Queste persone chiudono gli occhi e smettono di soffrire in un paese che non è più il loro e, prima di andarsene, si fanno portavoce di un’istanza, che è un diritto, a cui è necessario dare una risposta. Chiediamo oggi che venga accolto il diritto legittimo di morire nel miglior modo possibile nel proprio paese, magari nel proprio letto e con l’affetto delle persone care accanto.

Vi posso assicurare che con l’Associazione Luca Coscioni continueremo a fare del tutto affinchè lo Stato lavori per garantire, in questa o nella prossima legislatura il diritto già chiesto, più di 11 anni  fa, da Piergiorgio Welby con la richiesta di eutanasia o, più semplicemente, dolce morte. Dj Fabo è l’ultimo dei tanti uomini e donne che hanno lottato con lo Stato per avere la libertà di scegliere fino alla fine. Occorre rendergliene il merito e non lasciare che gli ostacoli legislativi si mettano di nuovo davanti ai diritti civili e sociali degli individui.

Anche se ora Fabiano non potrà più far girare e sincronizzare i suoi dischi, sono certo che sarà orgoglioso di sapere che sta facendo girare, sempre di più, in tutto il Paese, e non solo in aula, un confronto degno di un paese civile.

Prima di salutarvi, vorrei condividere con tutti voi un applauso di incoraggiamento a Cappato a cui va il plauso di aver, ancora una volta, disobbedito civilmente davanti all’immobilismo colpevole del parlamento, accompagnando all’estero e aiutando economicamente tramite il coinvolgimento dell’Associazione chi ha deciso che per lui la vita non aveva più senso.

Uniamoci con determinazione, quindi, per smuovere con azioni concrete un parlamento sempre più fermo sui diritti civili. E quando sarete chiamati alle urne ricordatevi anche dei Radicali.

Grazie a voi tutti. Davvero!

10
mar 2017
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