Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

19/05/16 Intervento video-messaggio Convegno EXPOSANITA’

Buon pomeriggio a tutti voi,

A nome mio e dell’Associazione Luca Coscioni vi ringrazio per l’invito e colgo l’occasione per esprimere tutto il mio rammarico nel non aver potuto presenziare fisicamente ad un Convegno di grande spessore umano e professionale organizzato nella bellissima città di Bologna, a cui però contribuisco tramite questo breve video-messaggio.

Ciò che fa da filo conduttore ai vari contenuti del Convegno esplicatosi in tre giornate è il diritto alla salute, un diritto storico protetto dalla nostra Costituzione, che non si è rivelato mai statico ma ha variato nel tempo i propri confini grazie soprattutto al rafforzamento delle politiche e degli strumenti della ricerca scientifico-sanitaria.

È proprio in virtù dell’essenzialità e universalità di questo diritto che lo scorso 27 aprile come associazione Luca Coscioni abbiamo inviato una ennesima lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e ad altri illustri funzionari della sanità pubblica, per sollecitare l’aggiornamento dei LEA e la revisione del nomenclatore tariffario di assistenza protesica.

Negli ultimi quindici anni la Politica non si è più assunta la responsabilità di rivolgere attenzione costante alle prestazioni e ai servizi che il Sistema Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione. Ciò ha significato un depauperamento del sistema stesso e una conseguente riduzione di efficacia nella risposta alle esigenze dei cittadini.

L’Associazione Luca Coscioni, in particolare, ha portato avanti una battaglia determinante per l’aggiornamento chiaro e puntuale del Nomenclatore. Siamo riusciti a smuovere le acque ed ora cerchiamo di depurarle da un decennio e più di non curanza e stagnazione.

Sullo stallo del nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili, fermo ormai al 1999, abbiamo provveduto ad inviare più di una osservazione al Ministro della salute Beatrice Lorenzin che ha più volte annunciato di voler procedere all’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza a cui esso è appunto legato.

Ultimo tweet Ufficio Stampa Lorenzin

Rivolgendoci al Ministro, abbiamo parlato di una grande opportunità politica che tutti i cittadini indistintamente vedono necessaria: quella di poter consegnare al paese una riforma che sia al passo con i tempi e soprattutto rispettosa dei diritti inviolabili della persona, specialmente di quella che ha difficoltà oggettive nel raggiungere una piena autonomia personale e relazionale. Ma non sono solo le persone con disabilità a sollecitare l’attenzione verso questi diritti; a proclamare la necessità di tale azione politica sono stati e sono tuttora gli stessi professionisti del settore, medici ed operatori economici.

Sempre grazie all’incessante lavoro dell’Associazione Luca Coscioni che ha allacciato nuovi ed importanti collaborazioni con componenti del mondo istituzionale, alcune luci sono state da poco accese con l’ultima proposta di revisione degli elenchi del Nomenclatore; molte ombre continuano però a manifestarsi nei contenuti della proposta.

La revisione Lorenzin del febbraio 2015, che presentava un vizio di conformità rispetto alle norme in materia di marcatura CE, poi sanato, ha palesato sì una ripartizione più precisa degli elenchi, separando i dispositivi “su misura” da quelli “di serie” ma ha mancato di dettagliare una suddivisione di fondamentale importanza in merito ai secondi: sarebbe infatti del tutto necessario distinguere tra ausili di serie specialistici, da individuare ad personam, e ausili di serie standardizzabili.

Ad oggi nell’elenco 2B (ausili di serie) si trova una notevole varietà di tipologie di dispositivi, tra cui carrozzine manuali ed elettriche, che sono realizzati industrialmente ma con caratteristiche tra loro molto diverse e che dovrebbero richiedere, per poter essere forniti appropriatamente, un iter valutativo specifico strutturato da un team di lavoro che tenga conto di elementi clinici, ma anche dei bisogni e delle potenzialità della persona, del suo comfort e delle modalità di utilizzo dell’ausilio nel contesto di vita. Da qui la necessità suddetta di una più efficace suddivisione.

Sempre in relazione ai dispositivi destinati ai bisogni complessi, rimangono critiche e inaccettabili le modalità di acquisto e fornitura a mezzo di pubbliche procedure di acquisto che proprio in quanto tali non consentono “la scelta appropriata” del modello idoneo, rilegando alla stazione appaltante la scelta finale e privando di autorità il medico prescrittore che invece è chiamato a svolgere un ruolo determinante nell’indirizzare l’assistito. Se scendiamo nel merito della questione, il ricorso agli appalti, che prevede la possibilità di utilizzo di un solo modello di ausilio vincitore, oltretutto con una gara ai costi più bassi, è palesemente in contraddizione con la questione connessa all’appropriatezza di tali tipologie di ausili che devono essere scelti selezionando vari modelli, così che rispondano il più possibile alle esigenze dell’utente, nell’ambito del progetto riabilitativo individuale. Si tratta quindi di una vera e propria violazione dei diritti umani del paziente e anche di una notevole delegittimazione dell’autonomia dei professionisti sanitari.

Un’altra questione che fa rimanere a dir poco basiti riguarda la mancanza di un Repertorio degli ausili di serie per disabilità motoria: uno strumento che è necessario per catalogare le varie tipologie di dispositivi e, per ciascuna tipologia, l’elenco di tutti i singoli prodotti commerciali presenti sul mercato ed erogabili dal Servizio sanitario nazionale, con i rispettivi prezzi. Sembra che tale mancanza non possa essere colmata per l’impossibilità di mettere in atto la cosa – a detta del Ministro Lorenzin – “in tempi ragionevoli“.

Tale espressione, unita al fatto che sul portale SIVA è già attiva una bozza di Repertorio che potrebbe essere messa gratuitamente a disposizione per la sperimentazione, urta pesantemente la sensibilità di coloro che attendono da 15 anni risposte concrete ed adeguate ai loro diritti e ai loro fabbisogni e l’intelligenza dell’opinione pubblica, quella che sa distinguere le sane e utili riforme da quelle perpetrate per interesse di pochi.

Lascio la parola al prossimo relatore, con la richiesta che lancio qui ad Expo Sanità insieme a voi, per un incontro operativo, il prima possibile e senza intermediari con il Ministro Lorenzin, affinché possa direttamente aggiornarci e raccogliere le nostre istanze già parzialmente accolte, rammentando a voi e alla stessa Beatrice che la precedente richiesta di un incontro con la Conferenza Stato-Regioni risale ai primi di agosto 2015 e di questa stiamo ancora attendendo una risposta.

Ringrazio per la cortese attenzione e, scusandomi ancora per la non dinamica partecipazione, auguro a tutti un buon proseguimento di confronto e lavoro.

Cordiali saluti,

Il Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni,
Marco Gentili

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