Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

21/05/16 – Funerale laico, con una cerimonia pubblica

Non pensavo di dover vivere questa situazione.
Eri umile e sembravi immortale.
Gli Italiani saranno costretti a rimpiangerti, pure se oramai, sarà tardi.

Quindi poca retorica politica ma solo concretezza e razionalità concisa, opportuna e doverosa.
Quando ho saputo della tua dipartita a tavola tramite edizione straordinaria del TG, ho pianto come piange un nipote quando perde un nonno.

Perché la fermezza di idee che ho trovato in te non l’ho trovata in nessun altro. Spesso e volentieri con idee contrastanti ma, sempre, rivelatesi lungimiranti. Mi sono fermato ma poi ero lì, solo e sempre dietro quel monitor che, in parte, mi offre sussistenza. Allorché mi sono sintonizzato subito su Radio Radicale per la lunga diretta che già, è Storia.

Quando entrai nella galassia nel 2008, con gli Studenti Luca Coscioni e gli amici, colleghi e ora compagni Radicali sottoscrissi una mozione per abbassare, nell’anno corrente, la quota d’iscrizione all’Associazione Luca Coscioni per gli studenti under 25. Tu non condividesti tale proposta. Anzi, ti urtasti. Ora, da Co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, con il senno del poi devo e dobbiamo darti ragione. Perché hai sempre voluto che i finanziamenti alla galassia dei Radicali venissero autonomamente e senza imposizioni dai cittadini motivati, siano essi comunisti, liberali, di estrema destra, moderati o apolitici.

Detto ciò, il mio più grande rammarico è non aver potuto combattere accanto a te, nelle epoche politiche più calde, tutte le più grandi battaglie che hanno contribuito in Italia all’evoluzione dei diritti civili e politici della collettività e ad alimentare in essa la visione Laica, Liberista e Libertaria.

Sono nato in una generazione differente e mi ritrovo alle prese con una stagione politica che avrebbe più che mai bisogno della presenza costante e sistematica di profili politici come il tuo, anche se poi nessuno vuole ammetterlo perché mai lo hanno ammesso. Hai gridato, urlato, masticato e sputato e ti sei pure imbavagliato ogni volta che era necessario aprire occhi, testa e cuore dei cittadini; lo hai fatto il più delle volte senza troppi riflettori e senza troppo eco mediatico; del resto, sentivo spesso dire, è il solito Pannella, quello degli scioperi della fame e della sete a favore dei diritti degli emarginati ma anche a favore dei diritti delle donne, etero e lesbiche, degli omosessuali, dei trans e di noi disabili. A proposito di disabilità, ci tengo a ribadire, soprattutto oggi, che da te, Marco, dal Partito Radicale e soprattutto dall’Associazione Luca Coscioni, non siamo mai, e dico mai, stati strumentalizzati, semmai inclusi e valorizzati.

I tuoi princìpi rimarranno scritti nella storia e continueranno a scompigliare e destabilizzare quella normalità di cui proprio non hai mai voluto sentir parlare, perché ad essere normali e uniformati ci si impoverisce emotivamente e culturalmente. Meglio essere rompicoglioni che asserviti a qualcuno. Questo l’ho capito, sempre tardi, ma l’ho capito.

Quelli di noi che credono e continueranno a credere nelle tue battaglie, porteranno nel proprio interno l’esempio del tuo DNA politico, anche se sarà assai difficile replicare la storia umana e politica che ti ha contraddistinto.

Sappiamo entrambi che non c’è nulla oltre la morte ma, se mai ci dovrebbe essere qualcosa, usa tutta la retorica politica del caso.

Ciao Marco. Ciao Nonno.
Ciao rarissimo leone bianco.

Il tuo, triste ed affronto, omonimo.

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