Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

20/02/16 Corriere di Viterbo

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20
feb 2016
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18/02/16 la Provincia

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18/02/16 L’Italia davanti al giudizio di costituzionalità sul divieto di ricerca sugli embrioni

Buongiorno a voi convenuti,

con grande senso dell’onere prendo parte a questa prima riunione del Consiglio Generale che deve essere fiero dei risultati raggiunti tramite le battaglie portate avanti da Luca Coscioni, prima, e dalla sua Associazione negli ultimi dieci anni dalla sua scomparsa. Luca è riuscito a trasformare la propria sofferenza in una vera e propria battaglia per le libertà civili, ha fatto della sua vita un Match in cui combattere per i suoi diritti e quelli di tante altre persone che come lui credono nella libertà di ricerca e nella libertà di decidere nella maniera più adeguata e personale possibile della propria vita.

A 10 anni dalla sua morte siamo qui ad attestare che ciò per cui si è battuto ha lasciato viva la fiamma che anima i nostri intenti e i nostri obiettivi.

Quella che stiamo vivendo è infatti una nuova stagione frutto della nostra tenacia e della determinazione che scaturisce quando si crede fermamente in alcuni principi cardine.

Le imminenti battaglie sono davvero ardue e (anche) le più importanti, arriveranno ad essere discusse tutte nel mese prossimo, richiamando gradualmente l’attenzione del paese intero e di coloro che il nostro paese lo rappresentano. Non solo, mi sembra evidente che stiano richiamando necessariamente anche l’impostazione del diritto internazionale, questione su cui credo bisogna sempre più incidere – lo sapete meglio di me - fornendo il quadro d’insieme delle norme espresse dalla vita giuridica internazionale, comprensive sia di quelle che riguardano i rapporti di vertice tra gli Stati (diritto internazionale pubblico), sia di quelle che disciplinano i rapporti privati di carattere internazionale (diritto internazionale privato).

Il diritto internazionale pubblico si muove poi su due piani diversi, il primo attinente alla determinazione delle regole che esauriscono la loro funzione nell’ambito dei soli rapporti fra gli Stati (e gli altri soggetti dell’ordinamento), il secondo contenente regole destinate a incidere sul modo di essere del diritto interno dei soggetti della Comunità internazionale.

Questo secondo tipo di regole ha assunto sempre maggiore importanza e costituisce oggi un complesso imponente di norme immediatamente rilevante per la vita giuridica dei soggetti degli ordinamenti interni degli Stati.

Facciamo il più possibile, quindi, per far arrivare il messaggio di garantire un diritto transnazionale di fare ricerca e di sperimentare le sue frontiere; evidenziamo che i diritti per cui stiamo combattendo fanno parte dei diritti umani fondamentali e che appunto sarebbero già dovuti essere in quel classificatore dei diritti umani noti a livello internazionale.

Voi mi direte che la stragrande maggioranza di chi ci governa non è a conoscenza neanche della Costituzione Italiana figuriamoci se sapranno interfacciarsi con il diritto internazionale.

Chiaro è, che il coinvolgimento attivo e co-partecipe della comunità scientifica è assolutamente determinante per costruire quel ponte tra scienza e diritto che nella realtà italiana manca totalmente. Dobbiamo quindi proseguire sulla strada intrapresa, quella che vede il coinvolgimento di Parlamentari disponibili a discutere nuove proposte di legge e ad allargare la mente all’interno della Camera dei bottoni. L’Associazione creata da Luca ha già costruito una rete di relazioni costruttive, riuscendo a mettere in programmazione alla Camera dei Deputati anche la discussione sulla legalizzazione dell’Eutanasia.

Ribadisco che è fondamentale continuare a investire su questo tipo di lavoro congiunto, tessuto con rappresentanti di più istituzioni ed entità partitiche. È facendosi spazio nel tessuto politico-culturale del Paese che possiamo raggiungere più facilmente i nostri obiettivi. Quindi mi sento di ringraziare anche tutti voi qui presenti come i restanti 226 Parlamentari coinvolti nell’intergruppo, impegnati pubblicamente nella questione dell’Eutanasia Legale e in quella relativa al Testamento Biologico.

Anche tutto il lavoro direi interno dell’Associazione Luca Coscioni, specialmente in materia di giurisdizione e riconoscimento delle sentenze straniere e di leggi italiane applicabili, è stato e continua ad essere fondamentale; di ciò siamo perfettamente consapevoli e qui, il ma è assolutamente obbligatorio, mi sento di dire grazie a un Segretario politico senza il quale oggi non so come sarebbe continuato il percorso avviato con estremo fervore proprio da Luca. Sono certo che lui festeggerebbe con una bella tisana di marijuana auto-coltivata e autoprodotta contro la nostra common law all’italiana! Alla faccia delle sostanze psicotrope, terminologia che poco condivido.

Entriamo ora però nel dettaglio delle scadenze:

  • il 4 Febbraio 2016 la Commissione Affari Sociali della Camera ha avviato la discussione sul Testamento biologico e, a partire dal 2 marzo, per la prima volta nella storia repubblicana, inizierà la discussione sulla legalizzazione dell’eutanasia. Mi auguro, ma da alcune prime indiscrezioni credo che non sarà così, che la proposta di legge che ne verrà fuori si concentri su entrambi le questioni, senza separarle: Eutanasia Legale e Testamento Biologico. Questo perché vorrei si evitasse di cantierizzare la prima questione a sfavore dell’altra.
  • Il 10 Marzo 2016 sarà la volta della diffida sul Nomenclatore Tariffario nei confronti dell’esecutivo, del Presidente del Consiglio e del Ministro della Salute. Mi spiace ma la data è prossima. Sono davvero curioso di conoscere il proseguo dell’aggiornamento dal momento che, ancora oggi dopo l’articolo uscito sul Corriere della Sera, nessuno e ripeto nessuno (né l’Associazione Luca Coscioni, né la società scientifica dei medici prescrittori, né le altre associazioni di categoria o i Parlamentari a noi vicini) ha mai visto una nuova versione dell’attuale proposta, oltretutto i funzionari che se ne occupano affermano che i rilievi che sono stati mossi si riferiscono ad una proposta già superata. Quindi, per gli ausili riabilitativi, viene indicata una modalità di acquisto che non appare realisticamente praticabile. Attualmente l’utente è libero di scegliere il modello di un ausilio (anche se non c’è chiarezza circa gli ausili e i modelli tra cui può scegliere) e il fornitore, poi sarà l’ASL a scegliere sulla base della contrattazione del prezzo. Altro che un autentico riformismo. Fortuna che ci sono Le Iene che aiutano il Governo a fare un ripasso di ciò che non è stato ancora fatto. Caro Presidente del Consiglio e (mio) Segretario di partito se con lo stallo attuale e le tue (mancate) reiterate promesse, il 10 Marzo arriveremo dinanzi al Tar, invece di aspettare il referendum sulle riforme costituzionali sul quale politicamente e personalmente hai sbagliato a focalizzarlo sulla tua persona, scendi da palazzo Chigi, rifletti su tutto il trasformismo politico che hai generato e che purtroppo stai continuando a generare e incamminati verso il colle a rassegnare le tue dimissioni. E, con il vecchio 337, ammesso che tu ci riesca, inviaci un tweet!
  • Il 22 Marzo 2016, invece, in Corte Costituzionale si discuterà del divieto posto dalla Legge 40 che apre, come dire, un varco attraverso cui passerà tutto il valore di una serie di battaglie portate avanti con tanta costanza. Le ipocrisie di cui si macchia la legge 40 verranno di nuovo a galla e il tutto sarà rafforzato dall’eco degli ultimi aggiornamenti provenienti dall’Inghilterra secondo i quali si potrà intervenire su blastocisti non idonei per una gravidanza e così si avanzerà nella cura di alcune specifiche malattie o curare la fertilità. Intanto dai Tribunali siamo riusciti ad approdare anche alla Corte costituzionale per la revoca del consenso e l’utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica.

Concludendo, mai come in questo momento sento la vicinanza di Luca Coscioni e di Pier Giorgio Welby. Usiamo i loro nomi e i nostri per firmare l’inizio di questa nuova stagione di libertà civili.

Personalmente, è tutta la vita che combatto, sono caduto più volte e più volte con una serie di diretti, montanti e ganci, sono stato messo all’angolo del ring. Ma questa che vivo e viviamo è una nuova ripresa.

Loro hanno combattuto, noi pure. E per loro (come per tanti altri) dobbiamo continuare a bloccare le azioni di offesa e con più colpi dello stesso tipo (solo diretti, solo montanti o solo ganci) mettere a tappeto gli avversari!

Grazie ancora a tutti,
cordiali saluti dal vostro co-Presidente,
Marco Gentili

18
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