Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

21/02/15 Discorso per progetto finanziato dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, sull’eliminazione delle barriere architettoniche

Sala Rossa Piazza Cinecittà 11– (quarto piano) del Municipio 7 – Roma
Sabato 21 febbraio 2015, dalle ore 15 alle 20

Buonasera a tutti,

mi presento. Per chi non mi conosce sono Marco Gentili, attuale Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni e, per chi è poco connesso con i media, primo fomentatore della causa di aggiornamento del Nomenclatore tariffario italiano e in questo senso portavoce di fronte al Premier e al Ministro Lorenzin dei diritti sacrosanti delle persone svantaggiate, grazie all’aiuto notevole de “Le Iene” e di Change.org.

Ringrazio tutti gli organizzatori ed il caro Rocco Berardo per l’invito a questo corso e seminario i cui contenuti non mi risultano affatto nuovi, anzi! Quando si parla di barriere architettoniche e degli strumenti per affrontarle, sia relativamente ai singoli casi che possono riguardare i cittadini disabili, sia alle politiche in atto ad ogni livello, mi piace prendere parte alle discussioni, alla disamina degli aspetti critici e tentare di cambiare lo stato delle cose.

In primis perché affronto gli ostacoli architettonici molto spesso, in secondo luogo perché sono un Consigliere comunale della città di Tarquinia, delegato alle politiche per i disabili.

A tal proposito, vorrei parlarvi stasera delle difficoltà che ho vissuto e vivo tutt’ora nel sensibilizzare l’amministrazione comunale di Tarquinia sull’importanza di adottare i PEBA. Già nel luglio del 2013 come realtà associativa abbiamo redatto, su richiesta dello stesso Ufficio Lavori Pubblici troppo carico di lavoro per occuparsene in modo idoneo, la delibera ad hoc da presentare in giunta. A ciò si deve necessariamente aggiungere che nel settembre dell’anno successivo il Presidente dell’Anci Piero Fassino ha formalmente chiesto a tutti i comuni italiani di impegnarsi nell’adozione dei PEBA, e soprattutto è doveroso sottolineare l’esistenza della legge 41 del 1986 che all’articolo 32 comma 20 già obbligava, entro un anno dall’adozione della stessa, tutti gli amministratori locali all’abbattimento delle barriere negli edifici pubblici. Fin dagli inizi del mio insediamento politico, e parlo di settembre 2012, mi sono battuto in nome di questa bellissima opera di ingegneria e architettura civile che sono i PEBA. Ad oggi però a Tarquinia è ancora poca l’accessibilità degli edifici privati e pubblici, (è un esempio il Museo Diocesano sul quale è stipulata una convenzione trentennale tra Comune e Diocesi, tra l’altro a tutto danno del Comune) ed è scarso l’interesse per la progettazione di percorsi pedonali ben pavimentati anche per non vedenti o non deambulanti. In compenso si è vista la realizzazione di aree pedonali (ma sui sampietrini disconnessi), e connessioni con i sistemi di trasporto pubblico che effettuano collegamenti su lungo raggio a Tarquinia. Esiste però anche “La navetta” che realizza un servizio di trasporto gratuito all’interno del centro della città e poco fuori la cinta muraria, ad orario non ben definito e con autobus del tutto inaccessibili. Tutto ciò nonostante le mie insistenze nel garantire almeno un mezzo con pedana per il trasporto gratuito e nel rinnovare i mezzi obsoleti con altri maggiormente fruibili.

Nonostante tutto Tarquinia oggi risulta sì accessibile, ma non troppo. Si poteva e potevamo fare di più.

Ho organizzato anche una dozzina di riunioni con amministratori comunali, commercianti locali, commercialisti, imprenditori e cittadini, nonché con un fabbro che si è occupato di fare dei sopralluoghi e dei preventivi per dotare i locali commerciali del centro di pedane al fine di rendere accessibile tutta la città. Volete sapere il risultato? La partecipazione di tutti questi attori, soprattutto dei commercianti, è stata pressocchè nulla, al fabbro sono rimasti in mano preventivi mai approvati dall’assessorato di riferimento e la stessa questione dei PEBA di competenza dell’Ufficio Urbanistico, è passata nelle scrivanie polverose dell’Ufficio Lavori Pubblici, dove invece di ottenere un piano generale di accessibilità ho ottenuto qualche lavoro pubblico di abbattimento di barriere architettoniche fine a se stesso. Probabilmente ho mancato di incisività politica, forse di bassa strategia o più semplicemente di un contesto politico e civile poco attento alle questioni che stiamo discutendo. Credo proprio che anche delle tante e-mail inviate siano poche quelle lette con attenzione.

Forse, ditemelo voi, perché sto nella minoranza del Partito Democratico dato che sono un Civatiano convinto?

Per quanto riguarda l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario, invece e come vi ho detto all’inizio, ho cercato il più possibile di sollecitare il governo. Della serie, che dopo quattordici anni di latitanza, sono arrivato a portargli la problematica in televisione. Partiamo dal principio: il Nomenclatore tariffario degli ausili e delle protesi attualmente in vigore è quello stabilito dal D.M. 332 del 27/8/1999, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale del 27/9/1999, dal titolo: “Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale: modalità di erogazione e tariffe”. Tale regolamento sottolinea che l’aggiornamento del documento deve avvenire ogni due anni. Fate il conto voi, se sono passati quattordici anni, di quale aggiornamento parliamo?

Indignato da tanta non curanza da parte dei governi italiani che si sono succeduti in questi anni, e grazie al sostegno della nostra Associazione, ho iniziato un percorso per rispolverare il vecchio documento ormai inutile. Il programma televisivo “Le Iene”, la cui redazione ci ha contattato attraverso il nostro tesoriere Marco Cappato, a cui lancio un più che amichevole saluto, si è interessata al tema. A distanza di tempo, a partire da settembre 2014, abbiamo registrato tre servizi (video 1, video 2, video 3), l’ultimo dei quali il 29 gennaio durante la discussione della mia tesi per un master che ho frequentato presso la Sapienza
di Roma, nei quali siamo riusciti a strappare a Renzi delle promesse, purtroppo non ancora mantenute. Nel frattempo, il 16 dicembre, ho fatto presentare un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro della salute Beatrice Lorenzin, attraverso i deputati Argentin, Capone, D’Incecco, Patriarca, Grassi, Sbrollini, ai quali va ancora oggi il ulteriore ringraziamento. Secondo voi qualcuno ha risposto? Ovviamente no.

Dopo il terzo servizio televisivo del 29 gennaio, comunque l’interesse è dilagato ancora di più fino ad arrivare ai ragazzi che lavorano per la sede italiana della piattaforma internazionale on-line Change.org. Si tratta di un grande gruppo con oltre 70 milioni di utenti che si occupa di lanciare petizioni in tutto il mondo allo scopo di trasformare le proprie comunità a livello locale, nazionale e globale. Con loro abbiamo lanciato una petizione dal titolo “Un libretto che ci causa tanti guai” e che, ad oggi ha raggiunto circa le 60.000 firme. Alla petizione scritta si è aggiunto un video per diffondere ancora di più il messaggio. A chi non l’avesse ancora fatto, chiedo di visitare il sito e di apporvi la propria firma. Più firme riusciremo ad ottenere e prima saremo in grado di far arrivare la nostra voce nelle sedi del potere.

Voglio concludere dicendo a tutti che lottare per ciò in cui crediamo è l’unico strumento per raggiungere degli obiettivi, per quanto dura sia la strada e piena di barriere architettoniche, e che ogni battaglia che ci prefiggiamo di affrontare è degna di essere combattuta al massimo delle nostre possibilità, perché si tratta di questioni che possono fare la differenza per noi stessi e per gli altri che troppo spesso non hanno voce per gridare e che credono di non avere abbastanza strumenti. Io oggi voglio dirvi che si deve lottare con le armi ghandiane che si hanno a disposizione, ma dico anche che farlo con il sostegno di un gruppo come questo che ho oggi davanti agli occhi è sicuramente più facile e più stimolante.

Grazie per la cortese attenzione,
il vostro Co-presidente Marco Gentili

22
feb 2015
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