Marco Gentili per l'Associazione Coscioni

20/09/14 Intervento XI Congresso Associazione

20/09/14 Intervento XI Congresso Associazione

Innanzitutto salve a tutti voi e benvenuti a questo undicesimo Congresso organizzato dalla nostra Associazione Luca Coscioni.

Un nome che è sempre bene citare e rimarcare perché rappresenta le radici stesse di questo significativo percorso associativo e perché segna l’inizio di tantissimi battaglie che hanno sostenuto i diritti dei malati nonché l’importanza mondiale, non solo italiana, della ricerca scientifica. Chi siede qui con noi oggi immagino riconosca lo spirito che anima il nostro operato e l’impegno costante di chi supporta le nostre attività e iniziative a livello locale e in ogni parte d’Italia. Ringrazio dunque tutte queste persone presenti e anche coloro che oggi partecipano spinte da un mero desiderio di curiosità nei confronti di questa Associazione che fin dal 2002 investe con piacere e determinazione il proprio tempo e le proprie energie nella promozione e nel sostegno di campa gne per la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui e per la libertà di cura e di ricerca scientifica.

Il fatto che in tutti i miei interventi in ambito associativo io dia evidenza alle prioritarie finalità della Luca Coscioni ha significato sotto tanti punti di vista:

- primo, perché è sempre dallo scopo fondativo che si parte per realizzare determinate iniziative;
- secondo, perché è l’anima associativa che ci permette di aggregare intorno ad alcuni obiettivi i sostegni di tanti iscritti;
- terzo, per evitare che nel tempo siano facilmente disgregabili ed attaccabili gli intenti e i principi che invece hanno disegnato l’idea di questa associazione.

Da 11 anni, la Luca Coscioni persegue risultati davvero significativi. Il raggiungimento degli ultimi traguardi lo dimostra chiaramente.

Rispetto alla Legge 40, ricordo la recente vittoria relativa alla cancellazione del divieto di eterologa.
Le Regioni con i nostri esperti rendono oggi possibile l’applicazione dell’eterologa in tutti i centri. Questo, oltre a significare equità nell’accesso alle cure, dimostra al Ministro della Sanità e al Governo che l’assetto normativo è già perfetto e non c’è neanche bisogno di altre leggi sull’eterologa.

Per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza (LEA), stiamo gridando a gran voce il necessario aggiornamento di quelle norme che consentono la fornitura di prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro quota di partecipazione.
Nel mese di luglio 2014 è stata inoltre richiesta con determinazione una revisione del Nomenclatore e quindi della lista delle tipologie di ausili erogabili ai disabili e alle persone malate, con l’eliminazione di quelle obsolete a fronte dell’inclusione delle nuove tecnologie (che possono essere anche meno costose rispetto a quelle nomenclate). È stata altresì evidenziata al Ministro della Salute la necessità di elaborare un efficace sistema di identificazione dei dispositivi erogabili attraverso la registrazione certificata dei modelli fornibili (così come avviene in tutta Europa ed in tutti i paesi civili del mondo) in un “Repertorio” degli ausili tecnici, peraltro già previsto dalla legge finanziaria 2006 – art. 292 comma b), che garantirebbe alle persone disabili il diritto di conoscere con chiarezza e senza ambiguità quali sono i dispositivi a cui hanno effettivamente diritto, senza sottoporsi ad umilianti mercanteggiamenti per sapere se un determinato prodotto può essere ottenuto gratuitamente oppure no, oppure tra quali modelli di ausilio sia possibile effettuare la scelta. Questa è un’ulteriore battaglia in corso di sviluppo per la libertà.
A tal proposito, mi fa piacere rendere noto, per chi non l’avesse seguito, l’intervento de “Le Iene” che, in vista della stagione televisiva appena inaugurata, mi hanno contattato per un servizio che potesse essere posto all’attenzione del Presidente del Consiglio Renzi proprio sul tema che ho appena menzionato: quello dell’aggiornamento, da anni non effettuato, del nomenclatore. A Renzi ho fatto anche pervenire attraverso Le Iene una lettera di analisi dei fatti e sollecito ad intervenire su più fronti. Il Presidente del Consiglio si è impegnato a porre all’attenzione del Ministro Lorenzin il problema dell’aggiornamento del Nomenclatore e ha promesso la risoluzione entro 20 giorni dal servizio mandato in onda mercoledì 17 settembre. Ad oggi dobbiamo aspettare ancora 17 giorni, e sono magnanimo, perché se penso che l’intervista a Renzi è avvenuta sabato 13 settembre, il conto alla rovescia dovrebbe in verità essere arrivato a meno 10 giorni.

Per chi ne avesse curiosità, chiedo agli organizzatori di distribuire copia della lettera tra i presenti e di girarla alla stampa.

Proseguendo con l’elenco delle iniziative promosse e incentivate, rispetto alla legalizzazione dell’utilizzo della cannabis medicinale. Siamo davvero soddisfatti per il via libera, dato almeno a parole dai ministri della Difesa e della Salute, Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, alla produzione italiana presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze anche a favore della società civile, nonostante le numerose polemiche.

La Coscioni sta conducendo una campagna politica perché il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo, sia attraverso la possibilità di ottenere i farmaci gratuitamente e facilmente, sia per mezzo della regolamentazione dell’autocoltivazione, cioè della coltivazione ai fini esclusivi di utilizzo terapeutico da parte del paziente coltivatore.

In ultimo, non posso non rinnovare i miei complimenti a Mina Welby, anche e soprattutto in questa sede, per la marcia di fronte al Parlamento, a favore della calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per la liceità dell’eutanasia e il testamento biologico.

Per tutti questi traguardi raggiunti e per quelli prossimi ad essere superati, mi appello all’intelligenza di chi sa riconoscere i fatti e dunque la capacità di una associazione di ottenere credito e riconoscimento. In tutto il nostro operato, come molti di noi già sanno, facciamo costantemente riferimento ai principi di trasparenza amministrativa, economica e politica. Lo abbiamo constatato negli anni attraverso:

1. il regolare svolgimento, con verbalizzazione, di tutte le riunioni convocate. Quelle che a volte non sono state pubblicate da Radio radicale vertevano esclusivamente su adempimenti formali richiesti dal Ministero e già presentati in sede di Consiglio generale senza obiezione alcuna;
2. la regolarità delle sedi militanti, in linea con quanto stabilito dalla legge, inclusa la loro relativa pubblicizzazione;
3. la regolare esplicitazione del diritto di voto di tutte le categorie di soci;
4. la ratificazione da parte dell’Assemblea dell’appartenenza al Consiglio generale dei Parlamentari iscritti.

Tali regole, da 8 anni pubbliche e pubblicate insieme ai nostri statuti e bilanci, sono tuttora in vigore ma a quanto pare c’è qualcuno che sta ostacolando l’iter dell’Associazione, il suo operato e la sua credibilità.
Mi spiace che questo colpo basso arrivi dal tesoriere del Partito Radicale, Dott. Maurizio Turco, che ha iniziato un ciclo di indagini, di cui ancora oggi non riusciamo a comprendere la finalità, rispetto alla documentazione dell’Associazione Luca Coscioni relativa all’accreditamento presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Ritengo che tale atteggiamento sia indecoroso, soprattutto in virtù dei principi che da sempre la realtà partitica radicale condivide con l’associazione Coscioni. Abbiamo faticato tutti a comprendere l’utilità, anche politica, di questa insistente indagine, vista poi la regolarità della documentazione e il disorientamento espresso anche dai funzionari del Ministero suddetto. Marco Pannella, se ascolti, ti invito a prendere seri ed opportuni provvedimenti.

Concludo invitando tutti ad una riflessione obiettiva sull’operato dell’Associazione e dunque al tempo stesso sull’inutilità di assumere atteggiamenti disgreganti, in riferimento a ruoli, posizioni e funzioni. Non credo ci sia spazio, tra mille battaglie da portare avanti e vincere, per quelle al merito e al ruolo. Spero che anche la qui presente Antonietta Maria Farina Coscioni possa abbracciare questo messaggio e condividere la mia opinione. Essendo in questa sede, posso permettermi di esprimere il mio pensiero ad Antonietta in merito alla sua ultima lettera datata 18 settembre 2014, e nello specifico rispetto al sito internet lucacoscioni.it. Ricordo di aver presenziato alla presentazione del sito e mi congratulo con la sua voglia di ricordare più in dettaglio la storia personale di Luca. Mi meravigliai però del fatto che tra i partecipanti non ci fossero alcuni rappresentanti dell’Associazione, e riflettendoci posso sostenere che avrei preferito che i suoi contenuti fossero inseriti nel sito dell’Associazione senza la necessità di costruirne uno nuovo in merito, evitando così di rischiare di cadere nel ridondante meccanismo delle onlus, che Luca stesso non appoggiava. Ancora ad Antonietta, dico che condivido in pieno la denuncia contro l’Aifa e la necessità di un suo commissariamento viste le sue innumerevoli mancanze in materia di controlli e la sua vicinanza alle grandi aziende farmaceutiche.

Lascio la parola al prossimo relatore.

Ringrazio tutti per la cortese attenzione, buon proseguimento di lavoro e sempre avanti.

Cordiali saluti,
Marco Gentili